Paolo di Petta

Categoria: Autori Pubblicato: Mercoledì, 05 Dicembre 2018 Scritto da Super User

dipetta180x180Paolo Di Petta nato nel 1973, è ingegnere e lavora tra Napoli e Roma come manager nel settore industriale Aeronautico. Si occupa di innovazione tecnologica nel campo dei materiali avanzati e, in tale ambito, è parte attiva di diversi progetti in sinergia con Università e Centri di Ricerca nazionali ed europei. Di formazione umanistica, appassionato di cinema e letteratura, questa è la sua prima opera, che ha preso luce venti anni fa, poi smarrita, recentemente ritrovata e rivisitata. A Napoli frequenta il laboratorio di scrittura creativa “Officina delle parole” di Vincenzo Alfano, presso la libreria indipendete “Locisto” ed è autore dei racconti in cento parole “Dissolvenze d’estate” e “ Un posto nel mondo”, pubblicati in Antologie edite nel 2019 da l’Erudita.

 

 

 

 

dipetta I DENTITY GENPassano tutti dalla Traversa, i personaggi di cui Greg racconta: Ghibli, detto “Il Pazzo”, che gira la città vestito da soldato; il Salvador, pittore surrealista nichilista; Cecilia, il porto sicuro dove riapprodare e da cui fuggire sempre; Geppy, l’amico fotografo a caccia di spazi metropolitani vuoti, occupati per un istante occasionale da persone in transito. È dalla Traversa che parte anche Greg, il protagonista narrante di uno spaccato dell’ultima generazione analogica, alla ricerca di se stessa e del proprio destino. Un manipolo di giovani, appena post-liceali negli anni Novanta, ai margini di una periferia metropolitana, che vive amori incerti, frugali, multipli, a tratti profondi, senza proteggersi dietro l’omologazione di un brand o di un’ideologia.
Tempi di narrazione discontinui, tra digressioni e presa diretta, un linguaggio semplice, ma mai stereotipato, un ritmo incalzante: è così che Paolo Di Petta ci guida alla scoperta di una generazione di passaggio, i primi ad avere a che fare con le tecnologie informatiche, gli ultimi che ancora riuscivano a farne a meno.

Tommaso Ariemma

Tommaso Ariemma intervista La chiave di Sophia e1505630653587Tommaso Ariemma insegna Estetica nelle Accademie di Belle Arti e Filosofia e Storia nei Licei. La teoria dell’arte e dei media e lo statuto della corporeità sono i suoi campi d’indagine. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Immagini e corpi. Da Deleuze a Sloterdijk (Aracne 2010), Contro la falsa bellezza. Filosofia della chirurgia estetica (Il melangolo 2010), Estetica dell’evento. Saggio su Alain Badiou (Mimesis 2012), Il corpo preso con filosofia. Body building, chirurgia estetica, clonazioni (Il Prato 2013), Canone inverso. Per una teoria generale dell’arte (Villaggio Maori 2014), Sul filo del rasoio. Estetica e filosofia del taglio (Aracne 2014), Anatomia della bellezza. Cura di sé, arte, spettacolo da Platone al selfie (Aracne 2015), Niente resterà intatto. Introduzione non-convenzionale alla filosofia (Diogene Edizioni 2015), Al mondo ci sono solo isole. Filosofia dell’intensità (Diogene Edizioni 2016), La Filosofia spiegata con le serie tv (Mondadori 2017).

 

 

 

 

NienteAriemma

Niente resterà intatto è un’opera irriducibile a un genere preciso. Attraversa strategicamente la storia della filosofia, ma offre al lettore, a sua volta, una filosofia singolare. La sua tesi di fondo è che nulla può sottrarsi all’esposizione, alla fragilità, ma fragile è anche il contrario di docile.

Con una scrittura che mescola i più diversi generi praticati – il dialogo, il racconto, il poema in prosa, l’aforisma, il trattato, il saggio – l’autore mira allo studente alle prime armi e allo studioso più avvertito. La riflessione più astratta si ritrova insieme a pratici esercizi filosofici. E i contenuti del grande canone della filosofia occidentale si contendono la scena con i personaggi delle serie tv, le icone della cultura di massa, i racconti di viaggio e le esperienze didattiche.

 

 

 

 

alMondoAriemma

Al Mondo non ci sono solo Isole, questo libro non è una guida turistica, ma contiene un nuovo modo di guardare il mondo. I suoi protagonisti: Atlantide, Utopia, Lampedusa, Ischia, David Foster Wallace, Kate Moss, Rousseau e l’idealismo tedesco, e tanti altri ancora. I suoi temi: l’isola come purezza e come incontro, l’isolamento come pericolo e come risorsa. Si tratta di un vero e proprio elogio dell’isola, della sua intensità, come dimensione cardine della nostra esistenza, attraverso tutte le sue possibili declinazioni: dal corpo all’immagine, dalla moda alla politica, con gli strumenti della filosofia classica e contemporanea.

 

 

 

 

lafilosofiaAriemmaLa filosofia spiegata con le serie tv è un metodo originale e acuto di far conoscere i grandi pensatori del passato.

"La prima volta che sono entrato in classe e ho spiegato i grandi filosofi attraverso le serie tv gli studenti mi sono apparsi disorientati, spiazzati. In seguito, non ne hanno potuto più fare a meno."

Tommaso Ariemma, un professore giovane e intraprendente, ha scoperto e testato un nuovo modo di insegnare la filosofia. Da alcuni anni infatti invita i suoi studenti a scovare l'imperativo categorico di Kant fra i sopravvissuti e i rottami dell'isola di Lost. Oppure per ragionare sull'oscuro assioma di Parmenide ("l'essere è e non può non essere") chiede di ascoltare con orecchie nuove i dialoghi fra i due investigatori di True Detective. La filosofia spiegata con le serie tv è un metodo originale e acuto di far conoscere i grandi pensatori del passato. Non si tratta di semplici e allegre divagazioni o di casuali coincidenze: è un'idea per imparare e far imparare in chiave contemporanea ciò che le più alte menti dell'Occidente hanno elaborato nel corso dei secoli, sul modello di quel genio che corrisponde al nome di Luciano De Crescenzo. Oltre a Kant e Parmenide, scopriamo così Platone dietro lo specchio di Black Mirror, Aristotele che torna a nuova vita in The Walking Dead, Hobbes che si diverte a vedere realizzato il suo "tutti contro tutti" nel parco di Westworld, Spinoza che si siede di fianco a Jude Law quando The Young Pope approda sul trono vaticano e tanti altri ancora.

Davide Cacace

Categoria: Autori Pubblicato: Mercoledì, 05 Dicembre 2018 Scritto da Super User

cacaceCrederci fino alla fine, non abbattersi dinanzi alle difficoltà, non smettere di sognare. E' dura racchiudere tutto in poche parole, ma partiamo dal principio. Tutto nacque circa quattro anni fa. Io e Paolo eravamo reduci da un altro progetto intrigante ma troppo disomogeneo. Si è però rivelata una eccezionale palestra. Il coordinatore, Sergio, riuscì a coinvolgere altri autori al nuovo progetto Da lì gettammo le basi per il nuovo romanzo: pochi autori, tanto feeling, lavoro per il gruppo, mettere da parte il proprio "io" in favore del bene comune. Ero rimasto colpito dalla tecnica di scrittura del "gioco di ruolo" che fino a qualche anno prima impazzava nei forum a tema.
A poco a poco ci fu una specie di selezione naturale tra i membri del collettivo, fino a che uno degli autori principali venne meno a cause di divergenti vedute rispetto agli altri. In quel caso l'individualismo ebbe la meglio. Bisogna constatarlo! Ci trovammo nuovamente con un lavoro quasi da riscrivere. Il castello di sabbia si stava sgretolando. L'entusiasmo era ai minimi storici. Un altro bel progetto nato con tanti buoni propositi stava per disgregarsi? Assolutamente no! Non avremmo potuto accettarlo. Da lì la svolta: passaggio dal fantasy puro, al fantascientifico. E' proprio vero: ciò che non ti stronca, ti rende più forte!
E così ci rimettemmo a lavoro fino all'ultimazione del romanzo. Senza dubbio più affascinante e più emozionante rispetto alla prima stesura. Un romanzo vivo, creato da quattro sconosciuti dislocati in diverse regioni. Poi la ricerca dell'editore e il connubio sorto dal nulla con la Cento Autori Edizioni. Il Quinto Angelo è tutto questo e molto altro. C'è però un dato oggettivo: è l'unico lavoro pubblicato, almeno in Italia, in cui gli autori hanno scritto un romanzo senza conoscersi, ma condividendo un unico sogno comune.

 

 

 

 

 

 

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Il Quinto Angelo: Roma: Cupi segnali attorno alle dimissioni del Papa. Quattro angeli. Forse una missione. Strade caotiche. Periferie pericolose. Persone perse, distratte, indifferenti, ciniche, cattive. E persone sensibili, buone, passive, arrese. Un quinto angelo che aspetta i suoi simili e intanto si guarda attorno, pensa, ipotizza, progetta, trama e infine attende. E l'attesa si trasforma, diventa altro. Un percorso, forse un destino, che attende tutti e per tutti conduce ad un unico posto: FIVENET. La resa dei conti. La fine di un mondo e l’inizio di un altro. O la fine di tutto.
Il Quinto angelo è ben altro oltre la trama. E’ l’unione di quattro scrittori, quattro mondi interiori, quattro stili, quattro modi diversi di vedere la vita, il mondo e persino la scrittura. E’ un testo che, superando il concetto classico di “autore”, si spinge oltre i confini dell’individualità e crea, in qualche modo, un quinto autore che diventa un tutt’uno con gli altri. Il Quinto Angelo.
Un romanzo che nasce fantasy, passa per la fantascienza e si interroga sul libero arbitrio. Sullo sfondo di una Roma iconica, più simbolica che reale, si rinnova la dicotomia tra “Bene” e “Male”. Il Male, sotto forma di una APP futuristica che rischia di imprigionare gli esseri umani in una realtà virtuale dalle sembianze di un inferno 4.0. Il Bene è incarnato da protagonisti in missione, tanto spaesati e fragili da ricordarci, ai giorni nostri, quanto sia difficile sacrificare l’egoismo e l’individualismo in nome degli altri.
Un romanzo che lascia riflettere su quanto la società odierna corra verso il baratro, su veloci binari di una tecnologia tiranna, lasciando alle spalle i valori essenziali, che si trasformano in puntini lontani, quasi invisibili, evanescenti, oltre l’orizzonte. Anche i protagonisti saranno preda di passioni e debolezze e si ritroveranno davanti a dei bivi: agire e rischiare di farsi corrompere dalle emozioni, o rimanere inermi, relegati nella propria purezza.

Italo Iovene

ItaloIovineNato a Napoli. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”. Ha lavorato nella Banca Commerciale Italiana. Ha pubblicato una raccolta di poesie dal titolo “Fragorosi silenzi e pensieri bradi” (2011). Per Diogene Edizioni ha pubblicato il romanzo “Le forbici di Atropo” (2014), “Il sogno dell’architetto” (2016), “La sindrome di Orfeo” (2018). Da 15 anni fa parte della “Compagnia Teatrale Cangiani” diretta da Lucio Monaco.

 

 

 

 

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Le Forbici di Atropo, due mondi – quello algido e cristallino dell’Olimpo e quello caotico, multiforme, onnivoro, violento eppur meraviglioso della nostra Napoli – si fondono e si compenetrano in una dimensione dove quegli stessi dei che nella letteratura classica partecipano alle vicende umane senza che sia mai intaccata la loro aurea serenità vedono il loro ruolo pericolosamente messo in discussione. Italo Iovene ci introduce sapientemente ad un nuovo, inedito “sentimento” divino: la preoccupazione, la consapevolezza della fragilità della propria posizione, un sottile senso di disagio ed inadeguatezza che si fa strada nella percezione di un ruolo che non è più stabile e immutabile ma suscettibile di crisi dirompenti. E così gli dei dell’olimpo vacillano, sono costretti ad immergersi in una realtà multiforme e pulsante spinti da una profonda e consapevole preoccupazione per il proprio destino.

 

 

 

 

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Il Sogno dell’Architetto, Michele ed Akram, due uomini nettamente diversi. Due opposti modi di amare. Un sogno che diventa realtà. La realtà che sfuma in un sogno, colorato dalla purezza di un sentimento.
Dopo “Le forbici di Atropo”, ancora una volta Italo Iovene dà vita ad una vicenda che, se pure alquanto improbabile, coinvolge il lettore fino all’ultimo colpo di scena, inaspettato e geniale.

 

 

 

 

 

LaSindromeIovine

La sindrome di Orfeo: Orfeo ed Euridice, l’Ade, le Menadi... ritorna la mitologia classica in questo nuovo romanzo di Italo Iovene. Quel mondo classico che ha ispirato in ogni epoca poeti, scrittori, musicisti e principalmente pittori si staglia sullo sfondo dell’avventura tutta attuale di un uomo concreto, Ettore, che va alla continua ricerca della sua Diana. Egli l’ha persa, ma attraverso una sfida alla realtà, concedendosi ai voli della fantasia e dell’impossibile, ne ricarca le tracce nel mondo dell’arte, pronto ad ascoltare i sussurri che possano ridare un senso alla sua vita.

 
La “Sindrome di Orfeo” è un romanzo di pensiero e di azione, ma essenzialmente è un romanzo d'amore.
 

Franco Pascolo

Franco PascoloFranco Pascolo è nato a Taranto nel 1957 e vive ad Imola dove da ormai molti anni alterna “la vita quotidiana” all’immersione autentica entro se stessi e le
cose che solo la poesia sa donare a chi le dona il proprio tempo.

 

 

 

 

 

 

congliocchiPascolo

Con gli occhi del Cuore: Dalle parole dell'Autore: Ecco, io penso, tutt’ora, che la ‘poesia’, nel significato più ampio del termine, debba essere esattamente questo, uno dei più bei regali che una sensibilità possa diffondere con gli strumenti che meglio si sappiano utilizzare, siano essi parole, pennellate o scatti fotografici, e se attraverso il prodotto di tali opere in qualche maniera si trasmette anche il proprio ‘senso delle cose’, forse, non è un peccato mortale.